Tracce di microplastiche individuate nel Pacific Northwest River

Ocean Wise studia la presenza di microplastiche nel White Salmon River, nello stato di Washington

RACINE, Wisconsin, 22 luglio 2019 – SC Johnson ha annunciato oggi il rilevamento di microplastiche in un fiume che fa parte di un’area protetta federale, nella parte centro-meridionale dello stato di Washington, a conferma dei timori sul possibile coinvolgimento degli ambienti protetti nella crisi dei rifiuti plastici. Uno studio finanziato da SC Johnson in collaborazione con la Ocean Wise Conservation Association (Ocean Wise) evidenzia che il White Salmon River contiene piccole quantità di microplastiche, particelle microscopiche di plastica che finiscono nella Baia di Monterey e nell’oceano. 

“Ho sempre avuto un profondo legame con la natura, quindi mi rattrista molto sapere che questo fiume incontaminato contiene microplastiche, per quanto in piccole quantità”, ha detto Fisk Johnson, Presidente e Amministratore Delegato di SC Johnson, durante un recente sopralluogo lungo il White Salmon River. “Il fatto che perfino qui siano state trovate microplastiche dice tutto sulla necessità che tutti noi lavoriamo sodo per affrontare questo cruciale problema.”

Ocean Wise ha esaminato 1.000 litri di acqua quasi superficiale in un punto del fiume. In un solo metro cubo di un singolo campione, le microplastiche erano tre: un frammento di pellicola in polietilene e due frammenti di polietilene. Stando ai dati di Ocean Wise, la piccola quantità di microplastiche individuata nel White Salmon River è analoga a quella presente nei punti più remoti degli oceani o nelle aree costiere incontaminate, mentre le acque di superficie vicine alle aree urbanizzate come British Columbia in Canada contengono spesso fino a 3.200 microplastiche per metro cubo.

“Oggi le microplastiche sono presenti ovunque, a testimonianza di come contaminiamo inavvertitamente i corsi d’acqua di tutto il mondo”, ha affermato Peter S. Ross, Vicepresidente del settore Ricerca di Ocean Wise. “Dobbiamo trasformare queste ‘cattive notizie’ in ‘buone notizie’, facendo ricerche per identificare le particelle di microplastiche e risalire alle loro fonti, in modo da poter poi attuare cambiamenti orientati alla soluzione.”

Il White Salmon River e molti altri fiumi simili confluiscono nel Columbia River, che sfocia nell’Oceano Pacifico ed è il maggiore corso d’acqua della regione. Ciò posto, questi dati evidenziano uno degli svariati modi in cui le particelle plastiche raggiungono i nostri oceani, ma la gran parte del problema resta imputabile agli otto fiumi asiatici e ai due fiumi africani1

Come multinazionale del settore dei prodotti di consumo che fa ampio uso della plastica per confezioni e imballaggi, SC Johnson sta valutando l’impatto negativo dei rifiuti plastici sugli ecosistemi naturali e i rischi che comporta per il mondo intero. L’azienda ha collaborato con Plastic Bank e con la Ellen MacArthur Foundation per contribuire a ridurre il flusso di plastica che raggiunge gli oceani. Fra le altre iniziative aziendali per un pianeta più pulito citiamo il rigoroso programma di selezione degli ingredienti GreenlistTM , che prevede ad esempio rigidi standard in materia di tossicità acquatica.

Le microplastiche sono pezzetti di plastica che non superano i cinque millimetri di lunghezza2 . Nonostante queste piccole dimensioni, rappresentano una grande e crescente preoccupazione per gli scienziati, che stanno iniziando ora a rendersi conto della loro abbondanza nei nostri corsi d’acqua e a tutti i livelli delle catene alimentari marine3 . Infatti, uno studio di Ocean Wise ha riscontrato le particelle in almeno due specie principali di zooplancton nell’Oceano Pacifico nordorientale4 , che essendo alla base della catena alimentare suggeriscono una possibile contaminazione fra i predatori marini più grandi. Una nuova ricerca delinea un potenziale impatto negativo delle microplastiche anche sui coralli, già decimati da varie minacce in tutto il mondo.

Ocean Wise preleva un campione dal White Salmon River per misurare la presenza di microplastiche.

SC Johnson ha già adottato misure per limitare l’uso della plastica e quindi per dare il suo contributo al problema. Oltre a impegnarsi per realizzare prodotti al 100% riciclabili, riutilizzabili o compostabili entro il 2025, SC Johnson ha annunciato l’autunno scorso una collaborazione strategica con Plastic Bank, una delle organizzazioni leader che lavora per ridurre il problema globale della plastica negli oceani, finalizzata ad aprire nove centri di raccolta della plastica in comunità povere in tutta l’Indonesia, con piani di espansione.  

All’inizio di quest’anno, SC Johnson ha inaugurato un nuovo flacone al 100% in plastica riciclata  per la sua variante Windex® Vinegar, una novità per un importante prodotto per la pulizia per la casa. Disponibili negli Stati Uniti presso rivenditori come Target e Walmart, i flaconi sono realizzati dai rifiuti plastici raccolti entro 50 km dalla costa di un oceano o corso d’acqua in Paesi privi di formali infrastrutture per la raccolta basata sui rifiuti. Questi flaconi aiutano SC Johnson e i consumatori a rafforzare i programmi globali di riciclo e a ridurre il riversamento di detriti potenzialmente dannosi nell’oceano. 

Ma la lotta all’inquinamento da plastica non può essere risolta da una singola azienda. Per questo motivo Fisk Johnson ha firmato l’Impegno globale per una nuova economia per le materie plastiche durante la nostra Ocean Conference lo scorso anno a Bali, Indonesia, insieme a Dame Ellen MacArthur e una coalizione globale di aziende e governi. L’iniziativa rappresenta un valore condiviso tra i leader mondiali per costruire e promuovere un’economia circolare per la plastica, creando un mercato adatto in ogni fase del suo ciclo di vita. Per mettere in pratica questi valori, a gennaio SC Johnson e la Ellen MacArthur Foundation hanno annunciato una collaborazione globale che include ora 17 ulteriori organizzazioni, tra cui Intesa Sanpaolo, Danone, Google, H&M, Phillips, Renault, Solvay, Unilever e altre, per realizzare iniziative di economia circolare leader nel mercato su larga scala. 
SC Johnson è un’azienda di famiglia che ha come obiettivi la realizzazione di prodotti innovativi e di alta qualità, l’eccellenza dei luoghi di lavoro e l’impegno a lungo termine nei confronti dell’ambiente e delle comunità in cui opera. Con sede centrale negli Stati Uniti, l’azienda è uno dei principali produttori al mondo di prodotti detergenti per la casa, prodotti per la conservazione domestica, deodoranti per ambiente, prodotti per la disinfestazione e prodotti per scarpe, nonché di prodotti professionali. Commercializza marchi famosi come GLADE®, KIWI®, OFF!®, PRONTO®, RAID®, SCRUBBING BUBBLES®, SHOUT®, WINDEX® e ZIPLOC® negli Stati Uniti e non solo; tra i marchi commercializzati al di fuori degli Stati Uniti, citiamo AUTAN®, BAYGON®, BRISE®, KABIKILLER®, KLEAR®, MR MUSCLE® e RIDSECT®. Con i suoi 132 anni di storia, l’azienda genera vendite per un valore di 10 miliardi di dollari, dà lavoro a circa 13.000 persone nel mondo e vende i propri prodotti in quasi tutti i Paesi del mondo. www.scjohnson.com